Verso il futuro con Alessio Brandolini

Un gradito ritorno quello da Alessio, amico, enologo e vignaiolo "next gen". Un perfetto mix di tradizione e innovazione, equilibrati da quella passione che, dopo il periodo di formazione universitaria supportata da indimenticabili esperienze in giro per la grande Italia del vino e per la Francia dei grandi rossi, lo portano ad entrare in azienda conducendone la gestione. Partendo dall'esperienza maturata, il suo ingresso in azienda ha dato un'importante svolta in termini di qualità e idee tale da conseguire risultati importanti conquistando così i riflettori di appassionati, guide, blogger, fiere e riviste di settore.

Abbiamo collaborato con Alessio in un importante degustazione dell'eccellenze OP a Siena, nel mese di marzo, ci conosciamo da tempo quindi vedere questi traguardi riempiono d'orgoglio noi e il territorio.
Dopo questa breve introduzione, qualche cenno all'azienda e alla filosofia è dovuto. Vignaiolo Fivi, grande attenzione alla qualità in ogni fase della produzione, sia in campagna sia in cantina solo i giusti accorgimenti, i terreni sono prevalentemente a San Damiano al Colle (PV) per un totale di 9ha, alta densità d'impianto e diradamento uniti ad inerbimento permanente permettono di ottenere bacche di qualità superiore. Una volta arrivata in cantina, l'uva viene lavorata con attenzione a seconda del prodotto finale da raggiungere: lunghe macerazioni a temperature consone ad estrarre esaltanti caratteristiche aromatiche (20/40 giorni da vino a vino) e fermentazioni a bassa temperatura.. Per l'affinamento Alessio predilige vasche d'acciaio e cemento dando spazio alle botti solo per alcuni vini e per periodi mai oltremodo lunghi.

Dai 9 ettari coltivati nascono 11 vini: 2 spumanti Metodo Classico (Brut Nature e Rosé) e 1 spumante Metodo Martinotti da Pinot Nero, 1 Bonarda frizzante, 1 Croatina, 1 Pinot nero rosso e 1 bianco frizzante, 1 Riesling Renano, 1 Barbera e 1 Rosso riserva e 1 Malvasia secca.

Cosa accomuna questi vini nella loro unicità? Il nome e l'etichetta. Ogni etichetta rappresenta artisticamente le colline viste dalla sua proprietà (opere di Beppe Pasciutti, artista italiano originario della Lomellina, che tramite lo studio dei caratteri pre-cuneiformi ritrae in una espressione astratta ed evocativa la rappresentazione visionaria e inconscia dell’Oltrepò Pavese, caratterizzata dalla presenza di segni e colori, rappresentanti simbolicamente la realtà in modo gioioso e vitale). In più, l'etichetta, 
riporta il nome della vigna parafrasato in italiano o lasciato in dialetto locale.
Oggi Alessio, nonostante i suoi 35 anni, è già un punto di riferimento e noi siamo felici di conoscerlo, siamo felici di aver la possibilità di parlarne.
Ora, come di consueto, i vini.

Assaggi:

Luogo d'agosto, millesimato 2014 (Sboccatura 2017)
Che bel nome, invoglia subito ad un calice e potrete dire -"Beh, certo, l'ha scelto apposta"- e invece no. Log d'agust (in dialetto) è il nome della vigna. Chissà perchè, ci sono tante storie, ma forse perchè il Pinot nero base spumante è sempre stato lì ed è il primo ad essere colto. Il colore è giallo pallido e scarico, trafitto da cremose bollicine persistenti e discrete. Ci piace. I riflessi ramati lo rendono unico alla vista, sicuramente dovuti alla pressatura e al tempo di contatto con le bucce. Al naso è intenso, pesca ed estate, pacato frutto rosso, il cedro apre a salvia e timo rinfrescano l'aria lasciando la croccantenza della crosta di pane al sorso ricco di mineralità, sapidità ed eleganza.

I Prà, Riesling Renano 2016
Novità di casa. Solo due vendemmie attualmente, ma l'idea è quella di farne un capo saldo della produzione. Onestamente è un riesling che non ti aspetti, specialmente se la vigna è la vicina di casa de "La Grà" di Claudio Bisi. Caratteristiche differenti per un classico renano oltrepadano. Il colore è verdolino, molto simile al fiore di Enagra, pianta tipica del Ticino e della pianura Padana, Oenothera la definizione scientifica che manco farlo apposta pare significhi “desiderio di bere il vino”. Esplosivi i sentori floreali, molto marcati e primaverili. Freschezza in abbondanza, gelsomino e gelsi ancora al naso. Nessun cenno di minerale o varietale, se non in bocca. Che morbidezza avvolgente, armonico e intrigante. Cede spazio al carattere renano e spinge con gli attributi sul finale lasciando un retrogusto gaudente.

Bardughino, Malvasia secca 2017

Fa caldo, è estate, voglia di aperitivi, di amici, di sole e di aperitivi in riva al mare. "Cosa beviamo?" è la domanda di rito a cui dare una risposta alle volte pare difficile. Noi risponderemmo Bardughino. Non per la facilità, anzi, è un vino sapiente, bisogna, se volete, stargli dietro perchè è di una complessità non indifferente. Si presenta giallo scarico con decisi riflessi verdognoli e brillanti. I profumi sono mediterranei, tante erbe aromatiche in successione fra cui timo, menta e basilico. Una volta preparati i sensi passiamo al gusto dove la differenza più nitida si trova nella sapidità e nella lunghezza degli aromi riconducibili a note balsamiche e minerali. Coerente ed armonico, mette d'accordo chi cerca qualcosa in più e chi invece semplicemente vorrebbe rilassarsi con un ottimo calice di vino bianco fermo.

Il Beneficio, Rosso Riserva 2014

La riserva, il vino cardine, l'espressione più forte dei due vitigni uniti in assemblaggio: Croatina e Barbera. Un vino che si presta al lungo invecchiamento grazie all'affinamento di almeno 3 anni fra Barrique di rovere francese, vasca di cemento per la stabilizzazione e bottiglia, all'acidità della Barbera e al tannino rude della croatina (che se ammaestrato sa dare soddisfazioni incredibili, provare per credere). Il colore è di quelli intensi, viola mezzanotte di riflesso e rubino scuro al centro per sfumare su un'unghia più tenera. I profumi sono importanti, si va dal frutto rosso maturo al frutto di bosco, spezie fra cui più tangibile la cannella. In bocca ricorda un vino giovane non di età, ma da potenziale. Frutto e leggero speziato conducono ad un finale sapido ed elegante di tannino.

Al Negrès, Pinot Nero 2016

Da una partita limitata nasce questo Pinot Nero, frutto della vinificazione di cloni sapientemente selezionati in Borgogna durante le sue esperienze formative. Dopo le degustazioni piacevolmente ripetute da qualche mese a questa parte, possiamo affermare che il Pinot Nero, qui, a casa Brandolini, è il Re indiscusso in ogni sua forma. Dai colori della bolla alla sua pienezza rubina.
Stupisce "Al Negrés", dopo 12 mesi in tonneaux di rovere francese e altrettanti in bottiglia esprime caratteri distintivi di un Pinot con spalla robusta e paterna. Il primo impatto è visivamente importante, già si percepisce la dinamicità del suo corpo. Colore eloquente, la macerazione di 10 giorni facilità un marcato rilascio del pigmento colorando il vino di riflessi luminosi e cupi che uniti alla danza dei profumi freschi, maturi, rossi, liquirizia accennata, senza dare troppo spazio a spezie, creano una coreografia di grande Teatro pronta ad accogliere gli stupori del palato. Frutto carico, tannino setoso, marmellatine di bosco, una bocca straordinariamente "leggera", di eleganza assoluta.
Un corpo medio e ben strutturato. Complessivamente armonioso, interessante e pronto. Da una bevuta così non resta altro che aspettare qualche anno per conoscere il trascorso di questo Pinot Nero dell'Oltrepò Pavese!


Commenti

  1. Diego Sommelier28 giugno 2018 07:58

    Grandi vini e complimenti per il lavoro! Passerò in Oltrepò per visitare l'azienda!

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