Alla scoperta dell'Oltrepò Pavese: Siena e Montalcino

Non ne avevamo ancora parlato, ma è giunto il momento poiché da quella serata qualcosa è cambiato. Bevi Oltrepò ha preso spazio conquistando conoscenza e rilevanza.
A Siena abbiamo portato una parte dell'OP che rende orgogliosi tutti noi. Aziende giovani, sostenibili, virtuose e che fanno della terra e dell'uva la loro forza. Parlo del Club Consorzio del Buttafuoco Storico, Alessio Brandolini, Colle del Bricco e Cantina Scuropasso. Un quartetto di alto livello che, insieme, copre una gran parte delle zone più importanti e vocate per la coltivazione della vite oltrepadana.
La cornice è quella della Contrada Priora della Civetta, una parte di storia senese, capace di ospitarci e di considerarci amici appena dopo qualche minuto di condivisione. In collaborazione abbiamo organizzato una degustazione guidata a cui hanno partecipato circa 50 persone di cui 20 aspiranti sommelier Ais. In grande spolvero il classico e tradizionale uvaggio OP a base Croatina (Barbera, Uva Rara e Ughetta di Canneto) il Buttafuoco Storico, la Bonarda energica e ricca di nerbo e due versioni Metodo Classico da uve Pinot Nero, una Brut, una Dosaggio zero.
Ricordo con orgoglio e serenità i sorrisi e i confronti derivati dalla necessità di far conoscere il territorio, ma anche dalla voglia di apprendere informazioni e storia, da parte dei presenti, di un'areale vitivinicolo che i toscani pare apprezzino particolarmente. Seppur con grandi differenze rispetto i grandi vini rossi locali, entrambi i nostri sono stati parecchio apprezzati. Il Metodo Classico ha destato "scalpore". Positivo scalpore. Peccato non sia conosciuto per la sua grande qualità, qualcuno disse.
Il Buttafuoco Storico
La serata, giunta al termine, si è conclusa con svariati brindisi "ad maiora", ma ad una certa ora siamo dovuti rientrare. Montalcino chiamava.
In programma vi era la visita presso l'azienda monumento a Paccagnini, Professore e pioniere del Brunello. Tiezzi.
Una volta arrivati in azienda, la percezione di rispetto e dedizione nei confronti di terra e vino sono tangibili. Enzo Tiezzi ha ricreato negli anni '90 un angolo di Montalcino che sembra incantato, nascosto agli occhi dei più, difficile da trovare. Un luogo pregno di storia, nascosto e protetto dal Santuario della Madonna del Soccorso. Un luogo dove racconti meravigliosi sul Sangiovese grosso, sul Brunello, sul suo inventore, sulla storica vigna da cui è nata la prima bottiglia di Brunello di Montalcino, la Vigna Soccorso, ti coinvolgono in un'esperienza a tutto tondo.
Da sinistra: Luca Truddaiu, Matteo Maggi,
Alessio Brandolini, Flavia Marazzi
Prima della degustazione ci parla delle vigne, dell'acquisizione del podere Cerrino all'inizio degli anni '80 e del futuro acquisto del podere Soccorso, recuperato, ed oggi vitato ad alberello. A testimonianza della valenza dei suoi terreni e dell'importanza storica di questo sito, ci porta a far vedere una parete tappezzata di premi, riconoscimenti, trattati, onoreficenze di cui, attenzione, poco ne ha parlato. Molto di più, Enzo, poi Michela, la figlia, tenevano a parlare dei frutti del loro l'importante lavoro.

 Assaggi:

Rosso di Montalcino, 2016
Derivante dalla stessa partita di uva vinificata e affinata in grandi tini di rovere di Slavonia destinati alla produzione del Brunello Poggio Cerrino, questo Rosso si distingue per le sue caratterestiche molto importanti. Piccoli frutti rossi, composte, tabacco, sbuffi di polvere, note erbacee e balsamiche. Attacca acido, finale morbido, ma con nerbo ed energia corredato e completato da un tannino elegante. Invecchia bene.

Brunello di Montalcino, Vigna Soccorso, 2013

Il colore rosso intenso ci prepara a sentori di frutti rossi, sottobosco, composte, lieve vaniglia. A supporto note tabaccate, una lieve parte vegetale ed una paricolare balsamicità completano questo giovane Brunello.

Attacca acido ed energico, tannino elegantissimo, finale fruttato e molto lungo

Brunello di Montalcino, Poggio Cerrino, 2013
Stile differente per questo Brunello, dove l'eleganza lascia spazio a mascolinità e potenza già dal naso che si presente, inoltre, etereo con punte di inchiostro addolcito da profumi di composte di frutti neri.
La spalla acida è molto presente, il tannino è setoso e il frutto dominante arricchisce la persistenza. Un finale più morbido e meno vibrante.

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