Calatroni Vini: Destinazione Pinot Nero, Pinot Nero città

Uniti dalla voglia di cambiare radicalmente il futuro di un territorio, Stefano e Cristian Calatroni, rappresentanti la terza generazione, sono indirizzati verso giorni di meritato successo. Parlando di realtà dinamiche, giovani, di qualità e rispetto, non inserire in questo gruppo Calatroni Vini, recente di rifondazione, ma con esperienza da vendere, è impensabile. 
Siamo in Loc. Casa Grande di Montecalvo Versiggia (PV), cuore della rinomata terra da Pinot Nero, la Valle Versa. La vista è mozzafiato, i colori pure, attorno a noi colline, viti e cieli immensi. Procedendo verso la parte di azienda più vecchia si vedono nitidamente il castello di Cigognola che si erge sulla Valle Scuropasso, il castello di Montalto Pavese guardiano della Valle Coppa e un magnifico scorcio della skyline più famosa d'Italia, Milano. Panorami simili abbracciati dalle colline oltrepadane rendono uniche le giornate in questa terra. Uniche come il fine settimana speso egregiamente in compagnia di Cristian Calatroni, enologo e titolare dell'azienda affiancato, appunto, dal fratello Stefano.
La giornata è iniziata nei vigneti fra storia e futuro. Si è parlato di scelte e di obiettivi di fronte all'inizio dell'invaiatura. Pinot Nero. Si parte da qui. Veloce giro nella cantina in pre-vendemmia e poi dritti nel caveau. Qui viene illustrata la produzione, l'idea attuale di Metodo Classico, come viene prodotto il fantastico Riesling riserva e a tutti i presenti - eravamo in ottima compagnia - viene dato un assaggio "alla volè" di tre anteprime: il Cru Santa Maria ('17), il Pinot 64 ('14) e il Norema ('13). Si parte bene, specialmente in prospettiva, in ottica futura. Lo sguardo dato alla nuova idea di M.C. è convincete, Cristian prenderà in mano gli spumanti, sfrutterà tre terreni unici e diversi fra loro per realizzare altrettanti Cru affinati non meno di 36 mesi, fermentati in legno, sboccati e non dosati. Si avrà molto Oltrepò in quelle bottiglie cariche - in ogni senso - di pressione!
Non si parla solo la lingua vitata, infatti da buongustai abbiamo approfittato del momento per assaggiare la cucina davvero superlativa dell'agriturismo di famiglia, Calice dei Cherubini e, con l'inganno, la degustazione è proseguita a tavola. No, niente truffe. L'inganno è un frizzantissimo Metodo Classico da uve Riesling Italico, fresco, giocoso, non banale e vestito da grande occasione. Così comincia il pranzo e l'abbinamento che poi si è rivelato un ottimo accompagnamento dato il numero di etichette assaggiate!
Facciamo un passo indietro, ci teniamo a spiegarvi, o ci tentiamo, chi è Cristian Calatroni ovvero la persona che ci ha accompagnato in questa degustazione. Enologo laureato ad Alba, amante del Metodo Champenoise, della Francia, del buon vino e dell'Oltrepò, dell'innovazione, ma anche delle sorprese imprevedibili, ha deciso di prendere in mano le redini dell'azienda negli anni 2000 attuando netti cambiamenti mirati ad ottenere la qualità più elevata possibile dei suoi prodotti. Nello stesso periodo crea insieme a tre suoi compagni di banco Erpacrife, l'incoscienza di quattro giovani di vent'anni che hanno preso un vitigno autoctono e hanno creato il primo spumante di Nebbiolo, un progetto "nato da un sogno, basato sull'amicizia". Consiglio vivamente.
La sua formazione ha garantito la corretta dose di curiosità spingendo la conoscenza ad avere sempre fame di lezioni, di prove, di consapevolezza. Oggi il percorso è arrivato ad un bivio, ad una scelta importante: alzare l'asticella. Nel 2020 le prime conferme. 
Oggi parliamo del presente guardando con entusiasmo un futuro tutto da costruire, un Oltrepò nuovo, in cui l'ambizione di far parte al cambiamento è viva. 
Ma ora il vino.

Assaggi:

L'inganno 572, Riesling Metodo Classico
Curioso, intrigante ed estremamente piacevole. Un sorso ricco di leggenda, collegato all'inganno di Pavia del 572 d.c. che attraverso il suo carattere spiccatamente solare rappresenta un'interpretazione alternativa del Riesling Italico. Acidità, mineralità, frutti a pelle gialla, pera, fiori estivi si ritrovano al tavolo di questa bottiglia. Un affinamento leggero, 9 mesi, volto ad arricchire la componente aromatica senza invecchiare questo giovane brillante che, spinto dalla peculiare acidità, riposerà nel calice.

Pinot 64, Metodo Classico Pinot nero 2014, Sb. '17
Uno spumante versatile, diretto e preciso. La presentazione è intrigante: giallo paglierino, quasi scarico, riflessi vividi. La bollicina è persistente, fine e bilanciata al sorso. Si nota distintamente il tipico sentore fruttato subito spalleggiato dai profumi dovuti all'affinamento. L'ingresso in bocca è slanciato grazie a ottima acidità e mineralità. Persistenza aromatica e struttura ricca accompagnano la mano verso un altro calice.

NoRema, Metodo Classico Pinot nero Rosè 2015, Sb. '18
Rosa elegante, inglese, i profumi variano, dapprima balsamici arrivando ai caratteristici piccoli frutti rossi. Ampio e ricco il naso così come la bocca dove la percezione del Pinot Nero è chiara. Tagliente, penetrante, pulirà egregiamente il palato. Persistente e acido quanto basta. L'abbiamo accompagnato a salame oltrepadano di inzio anno, coppa piacentina di circa un anno e pancetta speziata. Ottimo connubio di sapori e profumi.

NoRema Riserva, Metodo Classico Pinot nero Rosè 2009, Sb. '17
Questa volta la curiosità ha giocato molto con i sensi. Annusare e assaggiare ripetutamente colti dallo stupore non capita spesso, quasi mai. Ad occhi chiusi… Champagne(?)! Attenzione, non fraintendiamoci, ma ciò è per dare l'idea che questo M.C. Rosè ha stoffa da vendere. Al naso il vortice di profumi ricorda panettone, scorza di arancia, canditi e pasticceria, crosta di pane, anice stellato, infine gradevoli note balsamiche. Un naso ampio e intenso, ma elegante. All’assaggio, il perlage finissimo ed elegante rende l'ingresso in bocca croccante e polposo allo stesso tempo! Un sorso verticale, acido e fresco completato da un corpo ricco e di spessore. Pura espressione di Pinot Noir.


Viticoltori in Montecalvo, Riesling renano 2015


Un vero Riesling renano, purissima espressione di questo vitigno in pieno stile Alsaziano. La percezione delle note olfattive è immediata e dopo lo sfogo dell’idrocarburo - molto “strong” tra l’altro - virano gentilmente  su profumi di camomilla, fieno, erbe aromatiche con note di frutta tropicale e gialla matura sulo sfondo. In bocca è vellutato ed avvolgente, la spalla acida è molto fresca e la struttura da vero fuoriclasse. Si potrebbe definire come un vino severo poiché non offre compromessi.

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